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Sun of A Gun by Oh Land

 

Dannatamente bella, creepy, spaziale e classica


In una parola
Inspirational

 

 

TESTO:

Once burned, twice shy
Too much of your light make me blind
I’d wait all night
But you left one too many times
I want to change the orbit
Don’t care what you do now
I want to live in darkness
Don’t want to be spun around

 

You go down, down, down
I fall out of love with you
Come back round, round, round
You sun of a gun
You go down, down, down
This time I won’t save you
When you drown, drown, drown
You sun of a gun
You sun of a gun


Birds sing for you
You can make the blue sky blush
You’ve got them all fooled
But I am burned out on this rush
I want to change the orbit
Don’t care what you do now
I want to live in darkness
Don’t want to be spun around


You go down, down, down
I fall out of love with you
Come back round, round, round
You sun of a gun
You go low, low, low
This time I won’t save you
When you go, go, go
You sun of a gun
You sun of a gun


Grey sky creepin, disappearing
Bye, bye feeling
Heart you’re stealing

 

You go down, down, down
I fall out of love with you
Come back round, round, round
You sun of a gun
You go down, down, down
This time I won’t save you
When you drown, drown, drown
You sun of a gun
You sun of a gun
You sun of a gun

 


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Devo assolutamente fotografare questo momento.
E’ troppo
BELLO


Devo fermarlo un istante, immortalarlo con uno scatto nel mio cervello
Per sempre
E’ PERFETTO.

Unico.


Sono seduta a gambe incrociate sul letto, il portatile in grembo.
Cuffiette e iTunes random, viaggia fra la mia collezione di musica.
Illuminata da un piccolo neon, questa fetta di stanza è solo mia.
Lascio il resto nell’ombra delle 7:30 di sera.
Sono concentrata.
Esiste solo questo nucleo magico e io ci sono dentro.


Sullo schermo del computer scorrono foto
meravigliose
dello Spazio.

Immagini e video, catturati da satelliti, telescopi, grazie ad infrarossi, raggi x o lenti speciali.

Distanze incalcolabili, si parla di milioni di anni.
Leggo di Stelle, come il nosto Sole, di Pianeti, di Galassie…
E’ affascinante, Immenso. Uno Spettacolo Grandioso!


Poi arriva lui, Ludovico Einaudi e le note di Bye Bye mon amour, dall’album Nightbook.
Proprio mentre sto osservando scatti della nostra Via Lattea

Piango

come se fosse troppo per essere vero


E penso a quanto siamo piccoli, insignificanti, stupidi, di fronte a questa stupefacente Grandiosità

Poi ci rifletto e mi dico: ma che cavolo…? Non è vero!
Siamo qui, siamo questo, siamo noi ma comprendiamo tutto.
Siamo esattamente tutto ciò che vediamo e in tutto ciò che vediamo!
Siamo nati da questa materia
La stessa
Noi
TUTTI
siamo Stardust.


Pensateci…
Noi siamo anche più della nostra stessa Vita.
Siamo oltre.
Siamo TUTTO.

Non è Meraviglioso?


Mi asciugo il viso, alzo lo sguardo verso la finestra: una sorta di nimbo spumoso e aranciato ha bagnato tutto.
E’ scesa una nebbia così fitta che sembra la casa galleggi sulle nuvole… che io stia viaggiando per davvero, nello Spazio. I lampioni accesi diventano costellazioni lontane, da esplorare.


Sono sciocchina?
Non credo. 🙂
E’ così bello fantasticare…
Certi giorni, la Realtà può diventare più vicina al Sogno di quanto non si creda.


P.S.
Sto scrivendo.
Stavolta non so dove mi porterà questo viaggio ma quello che ho visto fin’ora, è fantastico 😀

 


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Ve ne avevo parlato proprio qui

Questa è la canzone che mi ha fatto innamorare di lei quattro anni orsono.

 

Buon Week-End a tutti!

 

 

In The Red

It doesn’t matter where you’ve been – how far
It doesn’t matter how run down you are
Or if there’s nothing perfect left in your heart
No, it all means nothing, it all means nothing, it all means nothing at all, at all


I’ve told you every selfish lie I know
I’ve taken falls from dizzy heights – I’ve let go
But there is a simple truth to find below
Where it all means nothing, it all means nothing, it all means nothing at all, at all


I’m on the edge for you
Losing my head for you
I’m in the red for you
Tonigh, tonight
Until my hopes fall through
There’s nothing else I can do
I’m in the red for you
Tonight, tonight
I’m on a rescue


Love is a thousand shades of grey – and we know
There’s not a safe or certain way to go
But when we’ve seen all, uneasiness and hate, it will show
That it all means nothing, it all means nothing, it all means nothing at all, at all


I’m on the edge for you
Losing my head for you
I’m in the red for you
Tonigh, tonight
Until my hopes fall through
There’s nothing else I can do
I’m in the red for you
Tonight, tonight


Until my hopes fall through
There’s nothing else I can do I’m in the red for you
Tonight
I’m on a rescue…


 

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Ieri notte

quando ragnatele di ansie tristi e soffocanti

il mio Sonno scheggiato

Morfeo vinto

da umida angoscia strisciante

 

Ho pensato a te.

 

 

Bellezza di occhi sinceri

il modo di guardarci dentro

senza dire niente.

 

 

Ho sentito.

 

Le tue mani

Adoro

suonare leggere la mia pelle nuda.

 

 

Le tue

tenere, intorno al mio viso

quasi piango di Gioia

 


Sei Tu

il modo in cui mi vuoi

ritmo

i nostri passi sull’asfalto

sussurri il mio nome

espressioni buffe

 

e ho Sorriso

sì.

 

 

La strada del tuo odore

Io Amo

oziare nell’incavo del nostro collo

brividini

i tuoi Baci.

 

 

Non è mai stato così

lo so

Non mi sono mai sentita così

a posto

con me stessa.

 

 

Come se potessi lasciare fuori

semplicemente

quelle cose orribili

che mangiano da dentro

 

 

Posso chiudere il cancello alle spalle

percorrere il vialetto alberato

il Nostro Sogno

perdere le dita nel pelo soffice e striato

Abercrombie, il suo nome

infilare le chiavi nella toppa e

aprire la Porta di Casa

 

 

Ieri notte ho trovato l’antidoto

Ho pensato a te.

 

La Mia Clessidra

la Sabbia calda e setosa

l’unica a cullarmi e darmi conforto.

 

 

Ora provo a rifarlo

Voglio

addormentarmi nel pensiero di Te.

 

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Grazie 2010 – e buon Capodanno a tutti! State attenti ai botti, se bevete non guidate, vi voglio integri e carichi per l’1-1-2011, ok?


Trovare questo video è stato come cercare il Santo Graal ma ce l’ho fatta.


Questo pezzo ha solo 2 anni.
Ricordo che quando l’ho ascoltato la prima volta ho pensato subito che avesse qualcosa di speciale.
Poi ho visto il videoclip e ho deciso che dovevo conoscerli.


I The Fashion sono danesi (di Copenhagen, come una delle mie cauntautrici preferite: Tina Dico) e in quel periodo erano in promozione anche in Italia, perciò è stato relativamente semplice avere un’intervista telefonica.
Chiacchierando con il bassista, Jacob, venne fuori che…
Rullo di Tamburi
Per The Fashion – il loro secondo album – avevano lavorato con un produttore Hip Hop danese, che aveva ingrassato ben bene le batterie.
Diiiiissssh


A fine intervista Jacob mi aveva invitato alla serata di Milano; mi avrebbe offerto una birra.
Eh
Peccato che all’epoca – e ancora oggi tanto per la cronaca – io vivessi nel Burundi Più Nero e per una birra mi sarebbero toccate 6 ore di treno, un centinaio di euro di biglietto e una notte sul pavimento della Stazione Centrale (la sala d’aspetto quando ero giovane io restava chiusa di notte, non so oggi, magari aggiornatemi. Il legno è sempre meglio del marmo gelido).


No, non ho mai potuto contare su una particolare avvenenza, nè su sofisticate tecniche di seduzione che mi avrebbero fatto guadagnare il letto di un’artista.
Sono sempre stata troppo intelligente per fare la groupie.

Gli uomini hanno paura di me.

Solo la mia Clessidra è capace di prendermi e portarmi via


Ma perchè ho scelto Like Knives per questo post, che sarà l’ultimo del 2010?

Forse perchè mi sento ancora così, come allora, in piena sintonia con il testo.
E un anno che finisce è come quando ti lasci con un fidanzato: tendi sempre a ricordare gli episodi brutti e tristi, quando invece ne hai avuti anche tanti di felici, stupendi.


Beh, io al 2010 vorrei dire GRAZIE, invece.
Vi assicuro che non me la passo bene nemmeno io ma sono stanca di lamentarmi e di sentire/leggere gente che si lamenta, anche per le scemenze.
Siamo daccordo, sta andando tutto allo sfacelo ma se continueremo a svegliarci ogni giorno col pensiero che è tutto uno schifo e ogni sforzo è inutile, diventeremo degli zombies.
E mi spiace tanto per gli altri ma io non ci tengo.


Ogni giorno, nel mio piccolo, posso fare qualcosa.
Siamo come coltelli vaganti
E non sto incitando alla violenza, badate bene, ma al come e quando farci rispettare, reagire, costruire invece di demolire e guardare il bicchiere mezzo pieno. Perchè è il modo in cui affrontiamo la Vita a cambiarla. E questo può voler dire anche prendere decisioni drastiche e difficili.
L’importante è fare. Arrendersi Mai.


Starò via per un pò, non so ancora quanto e in che forma.
Ho bisogno di riorganizzarmi in tutti i sensi e riflettere, ma seriamente stavolta, sul fare le valige e lasciare il mio Paese, visto che non ho speranze di miglioramento. Anzi, sta succedendo tutto il contrario.


Di una cosa sono certa, non posso stare lontana da questo blog, lontana dai libri e dalla scrittura.
Posso fare una pausa da Twitter, Facebook e YouTube ma non da qui.
Vediamo un pò che accade…


Ma tornando al 2010… sì, GRAZIE.
Perchè voglio ricordare tutte le cose belle che mi sono accadute, le persone, le emozioni, la mia Famiglia, le idee, la volontà, i libri, le risate, l’Arte, gli Amici vicini e lontani, l’Ispirazione, gli alberi, il mio primo skateboard, le battaglie vinte e quelle perse, i ganci, i french toast, i miei commentatori/followers/friends/subscribers sui vari Social Netwotks, l’Informazione con la “I” maiuscola, John Green e tutta la Nerdfighteria, Suzanne Collins, ma anche Saviano, Londra-oh-Londra e ultima ma non meno importante La Mia Clessidra di Sabbia.


Buon Compleanno e Buon Riposo 2010, perchè come per tutte le vite che quest’anno hai visto nascere o ci hai portato via per sempre, anche tu hai vissuto e ti sei spento.


Diana

 

 

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Mi sono svegliata in un Sogno di Ghiaccio
Amore Mio,
un Giorno di brezza gelata che abbaglia occhi spenti.

 

Al principio di un sentiero
Amore Mio,
una lingua sinuosa che attraversa scheletri di bosco, nell’eco silenzioso dell’Inverno.


Stupende Tristezze d’Oro giocano fra il Cielo e le dita della Terra.
Il timido calore taglia fiocchi di nuvole schioccanti
e mentre cerco di seguirle

gli scarponi affondano, mordendo marciapiedi di candore.


Dove sei Amore Mio?


C’è un sussurro nell’Aria quieta,
un Azzurro Sincero,
un Odore di Freddo che pizzica e taglia il respiro.


E’ così Vasto e Brillante
Amore Mio,
perchè non sei qui con me?


Ferma ad ascoltare questo Mondo Ghiacciato
resto,
mentre il lento planare di piccole ali scure cercano cibo.


E’ così Bello e Terribile
Amore Mio
che il mio lento osservare prende forma di un diamante sul viso.


No
non sono triste,
c’è troppa Luce
E ho appena fatto metà del percorso.


Due taglienti fessure azzurre si sporgono e fissano curiose.
Vorrei vivere come loro
penso.
Vorrei essere quella Vita,
restare qui per sempre e aspettare la Primavera.
L’Estate
e poi ancora l’Autunno e a capo.


Ma dove sei Tesoro Mio?


Sono Sola in questo Sogno di Ghiaccio
un cappotto rosso su uno splendente tappeto gelato.


Sudo
stanca e Felice, Amore Caro.


Ho fatto una sciarpa e un cappellino di pensieri, per tenermi caldo.
Sono arrivata in fondo al sentiero e il bosco non fa più Paura.


Della Musica viene da quel Villaggio
laggiù,
ed è un giorno di Festa.

 

Ma ricominciano a cadere!
Proprio ora, Amore,
le vedi?
Stelle d’acqua sulle mani guantate,
sulle assi del recinto,
e su quel pino di luci elettriche.


Abbracciano le pieghe del cappotto,
scrivolano,
danzano,
dappertutto!

Ma perchè non sei qui?


E’ un Sogno,
solo un sogno
è L’Origine Nascosta.

 

 

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