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Oggi sono felice perché n. 7 – I Beastie Boys sono dei fottutissimi geni

Lo so è tardissimo ma ho dei buoni motivi:


1. I messaggini della mia Sorellina Del Cuore. E tu sai chi sei :*


2. Una serata al pub con gli Amici e la Clessidra. A mangiar fragole, parlare di libri, fumetti, cinema, sogni e piani per una bella scampagnata a base di arrosticini. Yeah!


3. Radio BBC1 e la sua programmazione dubsteb del lunedì sera. Ispirazione a manetta!


4. Il promo del nuovo Album dei Beastie Boys: Fight For Your Right Revisited



P.S. Avevo anche l’Outfit Of The Day ma sono troppo stanca e me ne vado a dormì…


P.P.S. Comincio seriamente ad amare Vimeo


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Outfit Of The Day 16/04/11 – Oggi sono felice perché n. 5 e 6

Outfit


La storia è questa, quando sin da ragazzina non puoi comprarti tutti i vestiti, gli accessori e trucchi che vorresti, la creatività può esserti molto utile. Impari che non è necessario fare grandi acquisti per essere carine o alla moda anzi, spesso basta investire su un capo in particolare che non tramonta mai, come un certo taglio di giacca o gonna o camicia, ecc., che può abbinarsi con diversi altri o addirittura trasformarsi semplicemente accorciando le maniche, indossando una spilla, piuttosto che cambiando acconciatura.

D’altronde noi italiani abbiamo lo Stile nel sangue. Fa parte della Cultura con la quale siamo cresciuti.


dettagli


Al solito, con questo non sono qui per insegnare niente a nessuno, non ho studiato come stylist o personal shopper, ecc. ma è accaduto spesso che in molti facessero osservazioni sul mio stile, mi chiedessero dove avessi comprato questo o quello, mi invidiassero la scelta di una vistosa tinta per capelli (come la scelta delle ciocche blu quest’estate)… Tutto perchè vivo in una città che ha ancora la mentalità di un villaggio sperduto nel Burundi. Son sicurissima che ai cool-hunter di Milano o a Roma, per esempio, risulterei totalmente anonima.

Anche perchè cambio spesso e mi vesto a seconda dell’umore.


Dettagli 2


Alla fine l’altro giorno mia sorella ha buttato lì:– Ma perchè non fai anche tu un Outfit Of The Day come le blogger straniere? Così, per curiosità… –

Perciò eccola accontentata. Ovviamente sono già pronta agli insulti ;D


Trucco & Parrucco


Questo post però mi dà anche occasione di fare la lista dei motivi per cui sono felice


Sabato ho passato un pomeriggio e una serata spensierata con La Mia Clessidra di Sabbia e ci voleva proprio!
Non smetterò mai di essere grata per un uomo così speciale.
Se era Destino che dovessi soffrire tanto ed essere infelice per anni e anni prima di incontrarlo, beh allora ne è valsa decisamente la pena. Se non è una Ragione per essere felice questa!?


Nom Nom Nom


Domenica è stata una giornata tranquilla senza stress. Ho pensato solo a rilassarmi e sistemare alcune cose in casa. Perciò sono felicissima così. La Serenità è una cosa impagabile e bisogna godersi questi momenti, senza inquinarli con pensieri negativi o con le preoccupazioni della settimana a venire. A meno che non si abbiano impegni o scadenze da rispettare.


Nom Nom Nom 2


Oggi è oggi, non dobbiamo perderlo. Domani faremo ciò che c’è da fare domani.
E’ il mio antidoto contro l’Ansia Cronica che la Condizione Precaria mi impone e se funziona per me, forse può farlo anche per altri. 😉


Fatemi sapere che ne pensate dell’Outfit Of The Day perchè se vi sconfifera ne posso fare altri 😀

A domani, Baci!


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Diario di Bordo del 7 Febbraio 2011: Terapia del Dolore pt.2

Currently listening to…

 

 

So che è un pasto pesante da digerire ma possiamo procedere per tappe.
Nessuno ci corre dietro, perciò non sarà difficile arrivare alla fine di questo viaggio.

Dicevamo…

 

Da quello che ho potuto osservare, oggi le tendenze sono due: quella di isolare il Dolore o spettacolarizzarlo. No vie di mezzo.
Di quelle famiglie, ragazzi, enti, iniziative, associazioni, professionisti, che riescono a curare, gestire, smembrare, riciclare il Dolore, se ne parla poco o sono vittime della più totale indifferenza.

Il Dolore “isolato” è quello ospedalizzato, protetto magari, curato ok ma da un certo punto di vista  posto a margine della società, come se intralciasse, rallentasse il treno, quella che si può chiamare “vita sociale”.

 

Il Dolore malato ha precisi orari di visite, durante i quali sono presenti solo alcuni familiari e dove difficilmente vengono portati i bambini…

E perchè mai? Mi chiedo.
Assassini, plastici, attentati, culi al vento, soft-porno, carri armati e mostri siliconati sì, solo perchè sono chiusi dentro un quadrato lucente. Ma la Malattia Vera, quella con odori, rumori e colori reali, no.

Una volta esisteva la Coerenza, oggi deficitiamo anche di quella.

 

Quando mio padre era bambino la famiglia si riuniva intorno al Dolore.
Si faceva forza, assisteva, lottava, curava e affrontava il Dolore giorno dopo giorno.
Poteva vincerlo o soccombere impotente, mentre il Dolore si portava via la Vita.

I bambini osservavano e imparavano da quel Dolore, che insegnava loro ad apprezzare la Vita, dalle cose più semplici a quelle più vezzose e divertenti.
Il Dolore veniva frantumato, stracciato, azzannato e digerito a piccoli pezzi.
La Famiglia non era mai lasciata sola di fonte al Dolore.
C’era una comunità di amici, parenti, vicini, che facevano il possibile.
Il Dolore univa, non separava le persone.

E in un’epoca i cui le Istituzioni e gli Aiuti Ufficiali erano ancora più scarsi e impreparati di oggi.

 

Nessuno augura ad un bambino di guardare in faccia la Morte o di veder soffrire qualcuno che ama.
Ma se il fanciullo viene accompagnato, abbracciato, se gli viene insegnato e gli si offrono gli strumenti per affrontare e superare quel Dolore, io lo trovo giusto. Lo trovo Sano, Civile, Educativo.

 

Ricordo il funerale del nonno materno, io e la mia sorellina – avrà avuto 5 anni – fuori dall’obitorio, in attesa che mia madre e i suoi fratelli seguissero il sigillo del cofano.
Aveva la stessa età che avevo io quando se n’è andata nonna.
Ha avuto la mia stessa reazione e posto la stessa identica domanda: – Perchè la mamma piange? – mentre grossi lacrimoni cadevano in picchiata sulle guanciotte.

A suo tempo, non avevo ricevuto risposta ma avevo una vaga idea di cosa avrei voluto sentirmi dire.
Mio zio, l’adulto della situazione, aveva guardato me e mia sorella con viso triste, tirato e muto.
– La mamma piange perchè noi abbiamo perso un nonno ma lei ha perso il suo papà. – le ho detto.
Dopo qualche singhiozzo: – Ma io non voglio che pianga! –
– Lo so, nemmeno io. Ma anche tu stai piangendoNon sei triste per il nonno?
– Sì –
Allora è giusto che anche la mamma sia triste. Quando esce valle a dare un abbraccio forte forte.

 

Ai funerali del nonno non ho pianto.
Forse perchè mi rendevo conto che la malattia si era presa tutto quello che di lui era rimasto e dopo aver lottato fino all’ultimo giorno, era giusto che avesse il suo riposo.
Avevo avuto tempo di conoscerlo – anche se ne sarebbe servito di più -, apprezzarlo, imparare da lui, sentirlo raccontare la Vita e la Guerra, capire i suoi errori di padre, fare la nipote insomma, senza lasciare alcun conto in sospeso con lui. Sempre diretta, sempre sincera, anche nei capricci o negli abbracci e i “ti voglio bene”.

Ho pianto dopo, sì, quando ho cominciato a sentire il vuoto. La mancanza.
Il Dolore della perdita che viene assorbito, la ferita che si ricuce ma che magari torna a dare fastidio con i cambi di stagione.

 

Se noi interrompiamo questo processo di apprendimento, come i versi e gli squittii per quello della parola o andare gattoni per i primi passi, ci sarà sempre un pezzo mancante nel puzzle e prima o poi dovrà essere ricostruito, si spera non “artificialmente”.

 

Ho raccontato di un Dolore forte e inequivocabile ma posso fare anche l’esempio di una disabilità permanente, come quella che costringe su una sedia a rotelle.

Bisogna educare al Dolore, è necessario.
E’ sbagliato isolare le esperienze dolorose solo perchè appartengono ad “altri”, solo quando non siamo noi i protagonisti.

 

Capire ed affrontare il Dolore di questi “altri” ci aiuta a gestire anche i nostri, dare il giusto valore alle cose, mettere tutto in prospettiva e trovare passo passo le soluzioni al problema.

Non possiamo permettere che un’insicurezza, una paura, una fragilità si trasformi in un Dolore così grande da paralizzare e addirittura uccidere.
Non possiamo permetterci di perdere altri ragazzi, solo perchè manca un’educazione, una Terapia del Dolore.

 

To be continued

 

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photo by: estellamestella.deviantart.com

 

Vi è mai capitato di fissarvi?

 

Lo sguardo fermo, su un punto preciso intorno a voi, gli occhi vuoti, incantati, come le vetrine illuminate di un negozio chiuso.
Non puoi entrare


Perchè in realtà state viaggiando, in una dimensione tutta vostra, uno spazio-tempo indefinito.
Ora, Dove, Dopo.

 

La cosa buffa è che possiamo andare, essere, vedere dovunque-chiunque-qualunque nello stesso momento e tornare al Presente senza ricordarne i dettagli.

 

E’ un sogno ad occhi aperti che non è un Sogno.
E mentre non ci siamo può capitare che qualcuno si irriti anche, iniziando ad agitarci le sue mani davanti agli occhi.
Non è carino, no. Per niente proprio.

Non lo vedi deficente, vorremmo dirgli, che ho i Folletti Negli Occhi?
Spaventarci così è da villani!


Quando ero bambina mi capitava spesso.
Sedevo, sul mio tappetino puffoso e restavo a fissare i giochi di luce che entravano dalla finestra.


Poi sono diventate delle Fantasie, delle Storie, Desideri e Speranze.
Erano precise e definite


Oggi non ne ho quasi più il tempo.
Vorace è la Vita

Ma quando succede non penso a nulla, sono solo Sensazioni, Umori, Colori.
Un giardino di folletti arcobaleno


Anche poco fa.
Ho aperto la pagina di questo blog con la chiara intenzione di scrivervi ma poi mi sono fermata, come se stessi accuratamente scegliendo il modo in cui avrei dovuto farlo.
E invece.
Un raggio aranciato sta scontornando panni stessi ad asciugare e crea riflessi abbaglianti nella nebbiolina


Lo vedete?
I got Pixies in my eyes
E dire che avevo così tante cose da raccontarvi…!

 

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La sogno praticamente da sempre, la desidero da un bel pò ed è diventata tipo un bisogno impellente che mi frustra da 5 anni a questa parte…


(altro…)

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