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Il Mio Primo eBook Reader – Il 2011 sarà l’Anno degli eBooks?

 

Come vi avevo accennato nel post di domenica ma soprattutto dal titolo qui in alto, avrete sicuramente capito che quest’anno la mia Befana è diventata digitale.

 

In effetti era da un pò che ci pensavo ma i prezzi erano sempre stati troppo altini, fino a un paio di settimane fa.
La Clessidra mi fa notare che a Mediaworld c’è un’offerta pazzesca: un Trekstor Player 7 basico (cioè senza video player e collegamento ad internet), spartano ma ottimo per le mie esigenze.

 

Prima dell’acquisto possedevo quasi 50 titoli in formato digitale (epub e pdf) e spesso dovevo accontentarmi di leggerli sullo schermo del portatile, il che non era sempre fattibile, soprattutto quando si è seduti sulla tazza del cesso. muahahahahah che finezz!

Ma da oggi IO PUO’ 😀

 

Se parto, sono in viaggio o mi trasferisco altrove per lavoro posso portarmi dietro più di 100 libri strizzati in uno. Una libreria sempre con me, ovunque cacchio vado! WOW

 

Certo, certo… questo è l’entusiasmo dei primi giorni e forse un giorno mi passerà, perchè resta il fatto che adoro l’odore – e anche il puzzo a volte – della carta stampata, la consistenza di un libro, la sensazione tattile di sfogliare le pagine, stringerle al petto, abbracciarle, lanciarle contro il muro per disperazione, bagnarle di lacrime o macchiarle di orzo a colazione,  battezzarlo con le mie mitiche 3F, consumarne la brossura, sì… mi mancheranno moltissimo. Ma sono gesti che oggi sono diventati un lusso per pochi, privilegiati.

Mi spiego meglio.

 

Oggi acquistare libri è diventato sempre più dispendioso, come anche acquistare lo spazio in cui ospitarli: non tutti hanno a disposizione una casa grande, una bella libreria dove dar loro luce. Ecco che il possedere – essere quindi i diretti proprietari – una pubblicazione cartacea torna ad essere fortuna per benestanti.

 

La tecnologia però mi viene incontro e grazie al cielo ho studiato un’altra lingua oltre la mia.
Perchè posso acquistare un libro in versione eBook a 9 euro (lingua originale) invece di 19,00 (versione tradotta) e posso averlo Ora, Adesso, senza lunghissimi tempi di attesa: acquisto con la mia Postepay ricaricabile e scarico l’eBook.

 

Non sarò mai più costretta a chiudere i libri dentro l’armadio perchè non c’è spazio in casa e dovunque mi porterà il lavoro non ci sarà una Reggia ad aspettarmi – ma sicuramente uno spazio ancora più angusto – nè problemi di valigie.

Insomma, un ragionamento sensato, dibattuto lungamente nelle aule del mio cervello.


Cigliegina sulla torta: diversi colleghi mi hanno spiegato che ora molte case editrici preferiscono inviare copie da recensire in formato ebup e pdf.

Comprendo i giornalisti abituati alla copia cartacea o sprovvisti del lettore digitale ma allo stesso tempo mi metto nei panni degli editori.


Ho lavorato per 12 anni nella Redazione di una rivista d’Arte, un semestrale per l’esattezza: ogni uscita più di 300 pagine a colori, la bellezza di mezzo chilo per copia, carta burgo, rilegata a filo refe, brossurata, copertina plastificata lucida, 3000 esemplari ogni 6 mesi. E chi è del mestiere sa quanto costa far stampare una Bestia di questo tipo in tipografia, mica cazzi!

 

Distribuivamo in tutto il mondo (il book-magazine come lo chiamavamo noi era in doppia lingua) da New York (Barnes&Noble) a Londra (Borders R.I.P. :(,  Tate Gallery e Magma Books), passando per Tokyo, Hong Kong, Turchia, ecc. ecc. ecc.

Ogni volta che dovevamo spedire La Bestia erano sudori freddi, perchè una recensione sul tal giornale o una menzione dal tal giornalista è importante (quando ti cagano, perchè se sei una pubblicazione indipendente puoi pregare SOLO I MIRACOLI, per cui 50 copie buttate ogni anno) nonostante tu ci vada sotto con le spese.

Con questa crisi imperante, spedire copie in giro diventerebbe un’impresa suicida, soprattutto per i piccoli editori.


Questa, ovviamente, è la mia visione della Cosa. La mia personale esperienza e decisione obbligata, analizzando quelle che sono le mie possibilità e l’Amore per la Lettura, che è come un’arsura mai completamente dissetata.

 

Ma voi, invece, cosa pensate degli eBook Reader?
Ne avete uno?
Se sì, come vi trovate e se no, cosa vi frena?

 

Altre 3 cose importanti:

1. Durante il 2010 in diversi mi hanno contattato qui e su YouTube, desiderosi di vedermi recensire il loro libro o quello di qualche amico. Che però era sott’intenso avrei dovuto acquistare io.


2. Durante il 2010 ho deliberatamente smesso di fare Vlog mostrando pubblicazioni stampate in Italia sul mio canale YouTube.


3. Durante il 2010 ho deciso di non citare più gli editori delle traduzioni italiane dei libri che “recensisco” anche se poi li trovate fra le tag dei vari post

 

Questo perchè trattasi di pubblicità e mi piacerebbe che ci fosse una collaborazione attiva invece di una cosa a senso unico solo da parte mia.

L’unica che durante il 2010 è stata così gentile e disponibile da inviarmi una copia del suo debutto letterario è stata Rossella Rasulo, per Ti Voglio Vivere (Mondadori).

 

Così ho deciso che da quest’anno le cose si faranno più semplici per tutti.
Cambia l’indirizzo e-mail di contatto per il mio blog, al quale da oggi in poi, chi lo desidera, può inviarmi copia digitale del libro che ha piacere di vedermi segnalare (non sono così idiota da metterlo online ovviamente, in passato si sono fidati di me nomi abbastanza elevati, perciò potete farlo anche voi): che sia un Editore Conosciuto o Indipendente, in inglese o in italiano.

Prima di inviare il materiale, però, abbiate la consapevolezza che la sottoscritta non ha la Verità in bocca e che i miei post non sono recensioni accademiche ma esperienze: quello che scrivo potrebbe farvi molto piacere come potrebbe scocciarvi parecchio.

 

Detto tutto?
Per ora mi pare di sì 😉

 

Happy reading everyone!

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Carissimi,


facciamo che oggi mi rivolgo a voi così, perchè è più diretto e non ci perdiamo in chiacchiere. D’altronde una “Comunicazione Di Servizio” è una sorta di lettera condominiale ma meno antipatica, perchè non preclude richiesta monetaria o presenza a riunioni lunghe e sgradevoli.


Ma al solito, sto aprendo mille parentesi, meglio tornare al nocciolo del discorso.
Ci sono fra voi amici che conoscono già quello che sto per accennare ma era giusto, per una questione di etica personale, avvisare i miei “lettori” di questo cambiamento.


Ad ottobre Twilight Fandom compie 3 anni
ed è molto più di quello che mi sarei aspettata quando ho aperto questo blog. Fino ad ora sono riuscita a tenervi alla larga dai vari Google Adsense, bannerini dei siti più disparati, giffette e loghetti…


Ho sempre cercato di renderlo un blog chiaro, pulito, gradevole ed essenziale, dove la prima cosa importante fossero i contenuti. Nessuno mi ha mai pagato per parlare di Twilight o di qualsiasi altro libro o argomento affrontato su questo blog. L’ho fatto e lo faccio ancora oggi per passione e divertimento.


Da qualche parte ho un tesserino, che aggiorno ogni anno e molti di voi non sanno nemmeno che sono stata Capo Redattrice di due riviste di Arte e Musica Urban per 10 lunghi anni.

Ma questo non importa. L’unica cosa che conta davvero è il contenuto, sempre e comunque.


Il mio impegno è quello di perseverare nell’obiettività, portare avanti quella che qualcuno chiamarebbe linea editoriale
ma… e c’è un Ma.

Negli ultimi mesi la precarietà economica a cui sono costretta -sì perchè come per molti di voi non dipende dalla nostra volontà giusto?????- mi ha obbligata a valutare ogni opzione possibile per continuare a fare ciò che mi piace. I libri costano, ad esempio e che ci crediate o no 17 euro sono l’ammontare di una mia giornata lavorativa.


Per farla breve,
nei prossimi giorni potreste cominciare a veder apparire sul nostro/vostro Twilight Fandom i primi spot/banner/advert. La loro presenza sul blog potrebbe diventare un prezioso contributo per continuare ad aggiornare queste paginette e non solo. Come le inserzioni pubblicitarie danno “ossigeno vitale” alle riviste e i giornali “ufficiali”.


La favoletta che i quotidiani campano con le vendite è obsoleta e chi la racconta non sa nulla di Editoria.
I giornali e le riviste VIVONO di pubblicità che ci piaccia o no. E quando non c’è o ce n’è troppo poca, chiudono.
Tranne per i quotidiani che oltre alle inserzioni, godono anche dei contributi statali e cioè anche dei MIEI SUDATISSIMI soldi precari… ma questa è un’altra storia.


Se volete sapere la mia, preferisco il Piccolo o grande Editore che va avanti spolpandosi vivo e cioè lavorando ogni giorno perchè contenuto&pubblicità siano una coppia di equilibristi in perfetta sincronia. Ed è quello a cui da questo momento in poi aspira anche questo blog.


Un abbraccio sincero,

Diana

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