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Posts Tagged ‘labbra’

Oggi sono felice perché n. 12, 13 e 14 – Bellissima

Mmmm cosa manca?

Lo so…

Di tutte le cose che potrei scrivere oggi, ho deciso di fare la vanitosa.
Ma credetemi, non lo sono mai stata.

La verità è che ho iniziato a scrivere la serie di Post sul Dolore – che prima o poi vorrei continuare – quando ho letto di una ragazzina suicida in una scuola romana.

Ho pensato subito a quante volte mi sono sentita così… alle pressioni, a cui sin da piccine siamo sottoposte grazie alla Società in cui viviamo e come allo stesso tempo siamo noi a partorirla. Perchè mettiamo al mondo gli Uomini e li educhiamo. O sbaglio?

Ci sono diversi episodi nella mia infanzia, adolescenza e poi in età adulta che non me la sento di ripercorrere su questo blog. In parte ne ho già scritto e forse è stato uno dei post più difficili e rabbiosi che abbia mai pubblicato. Ma anche io come tante sono sempre stata troppo magra, troppo piatta, goffa, timida, troppo intelligente, un maschiaccio, ho sempre avuto un naso troppo lungo, i capelli troppo poco fluenti, i vestiti poco firmati, il trucco troppo poco perfetto, ecc. ecc.

Sempre vittima di confronti e di giochi al massacro condotti niente meno che da donne.

Ero certa di non poter competere ma poi Mea Massima Culpa mi innamoravo e… dovevo sapere!
Non indovinerete mai quanti 2 di Picche o Sei-una-persona-meravigliosa-spettacolare-anima-stupenda-ma-Non-da-te-sei-solo-un’amicagrazie-arrivederci mi sono presa! 😛

Io, la classica tipa che scrive lettere e poesie d’amore, prepara dolcetti, che dedica e canta – mio dio – canzoni, che lasciava regali misteriosi sotto il banco, che è capace di stare le ore ad osservare il viso e i gesti del suo Amore, e via così andare.

Insomma un mostriciattolo schifosamente romantico. 😀

Non ho mai e poi mai pensato di essere Bellissima.
Sono cresciuta con un padre che dipinge, ho casa piena di quadri con nudi femminili e libri d’arte, perciò ho un senso estetico  sviluppatissimo 😛 e mi incanto quando vedo passare una donna particolarmente bella o femminile.

Perciò il quadro del mio viso riflesso allo specchio era sinonimo di Orribile.

Non mi sono mai sentita Femminile, Sexy, Desiderabile

Ma oggi è diverso perché è la Clessidra a farmi sentire così.

E lo so, lo so che non dovrebbe essere qualcun altro a dirlo, che dovrei essere io la prima ad amarmi.
Ma è un problema psicologico che conosco benissimo, dalle ragioni fino alla cura.
Il fatto è che io mi sono sempre amata tanto mentalmente. Il problema era solo e sempre l’involucro.

E’ strano ma è come se mi scoprissi per la prima volta.
Come se riuscissi a vedere la Diana che non avevo mai visto prima. Perchè qualcosa o qualcuno mi bloccava la visuale!

Oggi essere me stessa è diventato sexy soprattutto perchè sono i miei piccoli gesti incosapevoli ad affascinare e provocare il mio Uomo. Non ho bisogno di costruzioni, finzioni, chili di trucco o tacchi a spillo.

Per 32 anni ho cercato di evitare foto di qualsiasi tipo, oggi invece ho la malattia dell’autoscatto. 😀

Non faccio altro che guardarmi per provare a farlo con i Suoi occhi. Per conoscere quel lato Femminile che Lui mi racconta.

Quando scrolla il capo e mi dice “Non puoi farmi questo”, osservando uno degli scatti in cui Io mi vedo Buffissima, il mondo si ribalta e a quel punto mi diverte da morire sperimentare, per metterlo in “difficoltà”. 😀

Sono Bellissima nelle Sue mani, nei Suoi occhi, sulle Sue labbra... e non me ne frega niente degli altri.
Possono andare tutti a farsi friggere!


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Sono le ore 1:12 e non riesco a smettere di mandare a loop questo pezzo.
Resta in fissa fissa a palla nelle cuffie


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Currently inspired by…


La notte brucia nella City, consuma i tuoi occhi un fotogramma dopo l’altro.
Senti che potrebbe accadere se solo tu volessi… se solo cercassi di farlo accadere davvero.
Oro liquido giù per la gola arsa da troppe siga, parolame rotola in qualche bicchiere sporco e ormai vuoto.
Le strade sembrano tutte uguali viste da lì.


Dove sei?
Blu

Sono qui
Giallo

Non ti vedo
Verde

Eccomi
Rosso


Ti guardi intorno ed è un approssimarsi di visi sconosciuti che sembrano spogliarti con gli occhi, ansiosi di offrirti qualcos’altro da bere. Riconosceresti quell’odore di tempesta ad un miglio di distanza, perciò marci subito lontano dal bancone.
In pochi secondi sei persa nell’elettrico infiammato della dance hall.
Sei sicura che di posti come quelli ce ne sono tanti ma Via Padova resta sempre unica.


Sei brava a lasciarti andare sul beat, il basso ti entra in pancia dalla casse e attraversa la nebbia marcia che hai in testa.
Vorresti sfondarla, che sia maledetta

Qualcuno, sulla destra, ti ha buttato gli occhi addosso ma questa volta andrà via a bocca asciutta.
E’ qui per rimorchiare? Sei l’ultima persona del locale.


C’è un’onda sensuale di corpi sudati che si muove all’unisono.
Una ricerca di mani che sfiorano visi che sciolgono ricci che cingono in vita che cedono a labbra e stringono stringono stringono

Sorride Lei, sorride Lui, allacciati al centro della pista.


Il Dj incita al micro e accenna versi alla Sean Paul, così le mani vanno su, su, a toccare il soffitto flashato dalle psichedeliche.
E’ una dimensione ritmica quella che vince il disagio, lo attenua nello spazio tempo di un pezzo sui piatti.
Non lo puoi nascondere dietro un sorriso ma per una notte sei tua, solo Tua e di nessun altro.


Bum-cha, bum-cha

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Ho sempre avuto un debole per i talenti.


Sono pienamente convinta che ogni essere umano ne abbia almeno uno.
E non parlo solo in campo artistico e creativo ma anche nella vita di tutti i giorni.
Dalla cosa più banale a quella più complessa.


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