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Diario di Bordo del 25 Gennaio 2011: Incompresa

 

photo by: silverquill.deviantart.com

 

Spesso è un bene fare lo sforzo di uscire da sè e mettere le cose nella giusta prospettiva.
Soprattutto se fa male e sai che vedrai le stelle per giorni.


Ordine, chiarezza, resettare le priorità, riscrivere le mappe, perchè le mete possono essere tante e ognuno di noi sceglie una strada diversa per raggiungerle.
Senza contare che possono anche cambiare.


Nel mio caso sono io che decido la rotta e se mi rendo conto che la direzione non è più quella che desideravo intraprendere sono sempre in tempo a girare.

 

Chi vi dice che non potete farlo o che è troppo tardi si sbaglia. E di grosso anche.


Io sono il Wayward, l’Explorer, il Navigator…


Certo che possiamo cambiare idea!
Certo che possiamo accorgerci di sbagliare!
Certo che possiamo imparare da esperienze e persone che facciamo e incontriamo nel corso del Viaggio!
Non dobbiamo
Non devo
rendere conto di questo, a meno che non sia una questione sentimentale, un progetto di lavoro, una faccenda politica, insomma che coinvolga altre persone nella decisione.
Anzi, ci tengo e sono tenuta a spiegarne i motivi, prima a me stessa e poi ad altri.

La penso così.

 

Non so se fra voi ci sia qualcuno che si riconoscerà in quello che sto per scrivere
mi piacerebbe tanto saperlo
ma io non mi sono mai sentita completamente parte di qualcosa.
Che fosse un fun club, un pensiero politico, una filosofia di vita, un credo religioso, una tribù giovanile, ecc.

Non ho mai trovato il Posto Giusto Per Me e nella ricerca spasmodica di un gruppo identitario al quale appartenere, ne ho attraversati tanti.


Fare l’Esploratrice non è divertente come sembra.

Non ti fermi mai in un luogo troppo a lungo, incontri e perdi affetti che non riesci a portare via con te, perchè le persone amano i loro confini rassicuranti.

 

Se li eludi o sfuggi a quella ristretta cerchia
e non ammetteranno mai che è così ristretta
più mentale che fisica
non si sprecheranno a chiederti, figuriamoci capirti!

Sei fuori, con una facilità e velocità sorprendenti, quando invece per entrare hai dovuto donare il sangue e scendere a piccoli passi nei Gironi dell’Inferno.


Fare il Navigator significa essere liberi, imparare molto, scoprire mille cose, a volte anche prima degli altri
passare attraverso errori che poi saranno compiuti anche da altri
E non c’entra niente il fattore Età.

Vivere quindi eternamente incompresi, in solitaria, spesso inascoltati.

Perchè?

Semplice, il tuo pensiero non è conforme a nessuna Etichetta, nessuno Schema preciso, nessuna Casella.
Prima di essere preso in considerazione, perciò, devi passare al vaglio e all’approvazione di almeno un membro del Gruppo o dei Gruppi ai quali ti rivolgi.

 

Nella Società in cui viviamo te sei Nessuno fino a quando arriva Qualcuno che ti Presenta.
Ti Battezza e ti da un Nome, una Definizione.
In caso contrario puoi fare anche la muffa.


L’Explorer cerca di intervenire perchè si accorge che può dare una mano e in alcuni casi ci riesce ma poi la gente dimentica.
Frustrante, terribile ma vero.

Ho parole come marchi impressi a fuoco sulla pelle
Ricordi penetrati e incisi nelle arterie

 

Non sono un’intellettuale, non sono una critica, non sono una scrittrice, non sono nemmeno laureata, perchè i miei non ce la facevano a pagarmi gli studi e nemmeno io ce l’ho mai fatta
volevo fare Sociologia
Ma affidandomi alle parole del mio ex Direttore Responsabile per cui stima e affetto resteranno sempre immensi
mi ha insegnato tanto
alla fine quel che serve è faccia tosta, diplomazia, tenacia e sbattimento.


Perciò sono qui e basta.
Sono ciò che sono con tutti i miei pro e contro.
Inutile farmi brutto, sparate sull’ambulanza

Seriamente, ce l’ho messa tutta per conformarmi ma…
I’ll never Fit In
e ne pagherò le conseguenze a vita.

 

P.S.
Da un pò ormai, fra chi mi segue
o dovrei dire spia
c’è anche qualcuno che nonostante stia messo meglio di me, si diverte a criticarmi in altra sede.

E’ la storia della mia Vita ormai.
non c’è limite allo show
Così volevo farle un salutino…

 

Cara, tu mi Lusinghi 😉

 


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Giornale di Bordo del 17 Gennaio 2011: Bruciano Libri

phtoto by: noveltywhite.deviantart.com

 

Il Navigator si è rimesso in viaggio da appena un giorno e cose orribili stanno già cominciando ad accadere…!


Da tribordo uno dei mozzi, intenti a lucidare la balaustra, alza lo sguardo sulle coste in lontananza e in preda al panico grida:
– Fuuuuumooooo! –
Gli fanno eco i suoi compagni e la notizia fa subito il giro della nave, per giungere alle orecchie del Comandante.

 

Dal Ponte di Comando il Wayward e il timoniere si scambiano un’occhiata d’intesa.
Il Navigator possiede uno dei monocoli d’oro più potenti al mondo, vinto a scacchi alla Zilla, la strega allevatrice di ciclopi.


Rivolto nella direzione appena indicata, mostra al Comandante una delle scene più nauseanti che mente umana possa immaginare.

– Corpo di Mille Balene! –

– Che succede Signore? – il Wayward sa che il suo Comandante non è uomo da stupirsi tanto facilmente.

– Bruciano libri amico mio! –

– E’ terribile Signore! –

Peggio. E’ un Crimine contro l’Umanità!

 

Dovete sapere che il nostro Comandante è anche un medico, un filosofo, un teoretico, un’esperto riguardo gli effetti nefasti della depressione schizzofrenica. Uno di quelli capaci di scegliere personalmente ciascun membro del suo equipaggio e di tener con essi animati dibattiti, sui temi più disparati: dalla storia alla scienza, dalla politica alla religione.

 

Ma il Comandante del Navigator è soprattutto un uomo, dai capelli brizzolati, i baffi a punta e gli occhi di un blu oltremare, che conosce molto bene i suoi simili e sa quanto possano essere pericolosi, per questo spesso preferisce fronteggiare l’Onore, la Dignità e la spietata Onestà di streghe, creature leggendarie e fantastiche.

 

– Ma Signore, perchè proprio i Libri? –

– Mio buon Amico, perchè Leggere è Potere. –

– Cosa intende con Potere, Signore? –

– In Terre Democratiche i libri sono patrimonio culturale, identitario, garanzia di libertà d’espressione e condivisione. Ecco che Conoscenza è Potere. Ma l’atto di bruciarli, soprattutto se premeditato, è sintomo di una grave malattia… ereditaria a volte. – scuotendo il capo sconsolato – Una crisi profondissima. –

 

Il Capo Ciurma facendosi avanti boffonchiando: – Comandante, temo che questa nave sia talmente democratica che un giorno o l’altro si ammutinerà! –


– E’ mia premura ricordarvi... – inchiodandolo con uno sguardo che farebbe intimidire un ectoplasma – che non obbligo nessuno a veleggiare con  me. Ciascun membro dell’equipaggio è importante ma non è indispensabile. Chi non è daccordo con la conduzione di questa nave può abbandonarla all’istante! I miei viaggi sono spesso lunghi e difficili; quanti pericoli abbiamo incontrato fino ad ora?! Ma sono confortato dall’esperienza della mia ciurma. E anche i miei uomini, lo sento, dalla mia. Ciò non sarebbe possibile se mi  togliessi il piacere di discorrrere e confrontarmi con loro. Capo Ciurma, lei lo sa che alcuni mozzi tengono un diario e che qualcuno di loro è anche un fine letterato? Cosa ne sarebbe mai del mio veliero senza di loro? –

 

Segni di mal celato imbarazzo sul viso brunito dal sole.

Non impedirei mai ai miei uomini di formarsi un’opinione sulla vita, la morte e l’essenza stessa dell’umanità ma anche sui pericoli, le storie e i tesori che popolano il nostro oceano, anche se dovessero essere diverse dalle mie. Il Navigator non è un veliero qualunque e mi stupisce Capo Ciurma che lei non abbia ancora compreso! Come vede però sono sempre qui, a spiegarle le mie ragioni, invece di darla in pasto ai pescecani – e gli sorrise bonario.

 

Il Wayward: – Signore, forse ho capito! Lei intende dire che il Navigator è come una Terra di Mezzo. Un Paese con una sua Storia, un’Identità, delle Regole, Diritti e Doveri. L’equipaggio è il Popolo di questo Paese. –

Il Comandante annuendo: – Esatto. E bruciando quei libri, mio caro Wayward, gli abitanti di quelle Terre stanno firmando la loro condanna a morte. –

 

Addirittura, Signore?

– La morte della propria Identità Democratica amico mio. –

– Oh mia buona stella, affonderanno! – terrorizzato da questa nuova consapevolezza.

 

Il Capo Ciurma, incerto se osare ma pur sempre l’uomo coraggioso del suo Comandante:
– Ma Signore… se fra quei libri ci fosse l’opera di un Nemico dello Stato?

Accusa forte, Capo Ciurma, da verificare, analizzare… ma non bruciare! Prima di tutto mi chiederei perchè è “Nemico”. Forse non la pensa come me e allora lo brucio? Non voglio che altri scoprano cosa pensa, ho paura che possano esserne influenzati. Non devono farlo, perciò lo brucio? Temo che poi tutti cominceranno a pensarla così ed io rimarrò solo con le mie convinzioni e non potrò più fare ciò che mi piace e pare, perchè non verrà più considerata una cosa normale… allora bruciamo, bruciamo! –

 

– Comandante, non le sembra di esagerare?

– Forse, Capo Ciurma ma lei come definirebbe quel falò se non un’Esagerazione? –

 

To Be Continued…

 

 

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