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Posts Tagged ‘viaggio’

Lo vedete dall’Header del blog no?

Sono in Garage… Dio quanto mi piace il profumo della Benzina.
La Moto ha bisogno di una revisione. Cambio dell’olio, frizione, liquido refrigerante, verniciatura del telaio, pneumatici

Insomma, ce n’ho da fare.
E se ve lo state chiedendo sì, metto a posto tutto da me! Meglio di Megan Fox in Transformers
A proposito ma che cos’è quella bambola gonfiabile di Rosie Huntington? Barbie Malibù non può competere con Wonder Woman.

Sarà un segno del destino che ieri l’Endeavour ha dovuto rimandare il suo ultimo lancio – forse a domani 1 Maggio – per problemi agli alimentatori supplementari dello shuttle.

Ho bisogno di riposo anche io, prima di riprendere il viaggio.

In realtà sto pensando di prendermi anche qualche giorno dal blog.
Hey, non guardatemi così
Torno presto. Lo faccio sempre quando voglio bene. Promesso.

Ho diverse questioni da sistemare settimana prossima.
Una in particolare, me la sono trascinata per quasi 3 anni ed è arrivato il momento di farla finita.
O perlomeno cominciare a finirla. 😛

A Luglio scadrà il mio contratto di lavoro precario.
Ci sto pensando eh sì.
Potrebbero riprendermi a Settembre ma non è sicuro.
Comunque vada resterò due mesi senza il becco di un quattrino.

Vorrei farmi un giretto in quel di Roma, stiamo a vedere.
La Capitale non mi ha mai deluso.
Una montagna di ricordi pazzeschi, anche dolorosi ma non si può avere tutto dalla vita no?
I Seni della Lupa mi hanno sempre accolto e coccolato, mi sono sempre sentita a Casa Mia.
Chissà chissà

Oggi sono felice perché piove ma io brucio così tanto che potrei fondere il motore.

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L’ultimo lancio del Discovery: Money kills big dreams

 

Segnatevi questa data perchè è importante: dopo 30 anni di onorata carriera, giorno 24 Febbraio 2011 la navetta spaziale Discovery, è stata lanciata per l’ultima volta da Cape Canaveral (Florida, Usa) , verso la Stazione Spaziale Internazionale.

La missione, denominata STS-133 è guidata da un team di 6 astronauti: il comandante Steve Lindsey, il Pilota Eric Boe e gli specialisti Nicole Stott (sì una donna 😉 ), Michael Barratt, Alvin Drew e Steve Bowen.

 

Per il suo ultimo viaggio nello spazio Discovery ha portato con sè:

– un modulo multiuso, permanente, che servirà da supporto a Leonardo: costruito in Italia dai nostri mitici geniacci ma praticamente regalato agli Stati Uniti, a patto di poter accedere alle loro ricerce sulla Stazione. Non sto scherzando.

Robonaut 2, un robot unico nel suo genere che lavorerà a fianco degli astronauti

– e altri strumenti utili alla vita e gli esperimenti sulla Stazione.

 

Il video che vi ho linkato in alto dura quasi 27 minuti ed è praticamente un sommario di 6 ore, fra preparazione, imbarco, lancio e allineamento. Ma è ugualmente impressionante e mi ha commosso profondamente.

 

Perchè questo è l’ultimo lancio del Discovery?
Il Presidente Obama ha deciso di tagliare i fondi rivolti alle missioni spaziali, a causa delle enormi spese che esse comportano e che il Governo americano non riesce più a sostenere.
Perciò nei prossimi mesi (aprile e luglio) anche altri due shuttle andranno in pensione – Endeavour e Atlantis.


Attenzione, sto parlando di missioni “umane”: rilevatori, telescopi, satelliti spaziali continueranno ad essere lanciati e inviare dati.

 

Cosa significa tutto ciò?
Da oggi fino al 2020 (gli Stati Uniti si sono impegnati a sostenere la Stazione Spaziale Internazionale fino a quella data), un americano, italiano, giapponese, ecc, che vorrà un “passaggio”, dovrà pagare un biglietto di 55 milioni di dollari ai russi. Senza contare lo studio obbligato di un’altra lingua per comunicare…

 

Pensateci.
Fra un paio d’anni nello spazio si parlerà solo russo… il rischio di un monopolio abbastanza inquietante.
E non fate quelle facce: i nostri ricercatori cercano e trovano lavoro in Florida mica a Mosca!

 

Tanto per essere precisi: attualmente sulla Stazione Spaziale Internazionale sono presenti 12 astronauti, uno di questi è il nostro Paolo Nespoli.

 

Ovviamente la scelta di Obama è sostenuta da chi è orientato a risolvere prima i problemi sulla terra ferma e poi…
Ma quante belle parole!

CHIACCHIERE

 

Vogliamo essere realisti? Perfetto.

Sono  daccordo con Thomas Stafford – uno dei mitici astronauti che tornarono dalla missione sulla Luna con l’Apollo 10, nel 1969 – che in una recente intervista critica l’eccesso di spese: il governo non può permettersi 50/60 voli spaziali l’anno, come una qualsiasi compagnia aerea.
Ma nemmeno passare da 50 a 0 in un colpo solo: dico io!!!!

 

Stiamo parlando dello stesso Obama che voleva tassare le Aziende che chiudevano i loro centri di produzione in Patria per aprirli in Cina, Taiwan, ecc. togliendo lavoro agli americani.
Lui non sta facendo lo stesso con i programmi Spaziali?

 

Stiamo parlando dello stesso Obama che voleva investire sulle energie rinnovabili e una tecnologia ecosostenibile, che avrebbero dovuto creare nuovi posti di lavoro e un futuro per milioni di ragazzi…
Ma si ritrova con le spalle al muro, circondato dalle grandi corporazioni, multinazionali, compagnie petrolifere, conflitti politici, a minacciare continuamente la Poltrona.

 

Sempre Stafford afferma che bisogna investire sull’Istruzione perchè oggi i giovani americani idolatrano i personaggi sportivi e quelli dello spettacolo, invece di astronauti ed ingegnerie siamo ancora daccordo ma…


Tagliare indiscriminatamente non è mai stata la soluzione.
Una migliore organizzazione e gestione delle risorse è quanto si dovrebbe perseguire, possibile che non ci sia arrivato ancora nessuno?
Certo… ci penso e volete sapere la risposta?
Infondo, ognuno di noi già la conosce: non gliene frega un cazzo a nessuno!!!!


Perchè le Nazioni oggi come oggi sono tutte uguali, perchè i Politici e in generale La Politica è tutta uguale.
Perchè non sono più le costituzioni, le leggi, i trattati, la burocrazia a muovere il Mondo ma I SOLDI E BASTA.

 

E sono inkazzata, certo che sono incazzata nera!

Perchè l’Uomo è capace di cose INCREDIBILI: Discovery ha impiegato 6 minuti a spedire 6 persone nello spazio, quando la maggior parte di noi impiega un’ora solo per raggiungere il suo posto di lavoro!!!!

Sei minuti per andare in orbita e non riescono a risolvere la crisi economica??????
Bullshit non la Vogliono risolvere. Punto.

 

Obama ha promesso un Sogno di Cambiamento agli americani e Obama in un certo senso glielo toglie?

Gli Stati Uniti sono stati l’Ultima Frontiera per centinaia di anni prima di diventare una Nazione.
Gli americani hanno l’esplorazione nel sangue, figli di colonizzatori spietati, di pionieri coraggiosi, avventurieri,
anche fuggiaschi in cerca di possibilità, sognatori capaci di tutto per realizzarsi.

E in mezzo, che ci piaccia o no, ci siamo anche noi: perchè sennò chi cazzo era Cristoforo Colombo???????
Non mi fate imbestialire, per cortesia

 

Insomma se agli americani togli il Sogno, e quindi se lo togli un pò anche a noi, cosa resta?

 

In conferenza stampa i relatori della NASA hanno comunicato che durante questo lungo periodo di pausa studieranno e metteranno a punto le missioni per il 2025 (il primo uomo su un asteroide) e il 2030 (il primo uomo su Marte).

 

Vogliamo essere realisti? Perfetto.

Per riuscire nell’intento saranno costretti a viaggiare su enormi funghi pubblicitari.

 

 

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Diario di Bordo del 15 Febbraio 2011 – Di libri, viaggi, attualità e secret projects

by barontieri.deviantart.com


 

Come comincio questo post? Ma soprattutto da dove?

Sì lo so, qualcuno di voi si è iscritto al mio blog perchè mi piace raccontare e condividere le mie esperienze libresche. Ma ultimamente parlo poco di letteratura, nonostante stia leggendo e studiando tantissimo, su temi, generi e questioni molto diverse l’una dall’altra.

 

Ho due romanzi in ballo: I Tre Moschettieri di Alexandre Dumas, in formato cartaceo (su cui però mi sono arenata settimana scorsa) e Across The Universe di Beth Revis, in formato ebook.
Mi sono dilettata nella lettura di una tesi di Marketing applicata al Cinema Indipendente, scritta dalla mia Clessidra di Sabbia (potevo forse esimermi? ASSOLUTAMENTE NO 😉 ) e ho iniziato a sfogliare un saggio inglese di Angelologia.

Ultimo ma non meno importante sono tornata a studiare Geografia Astronomica e consulto più fonti contemporaneamente (video, web, enciclopedie, appunti), per la maggior parte in inglese, perchè le trovo più complete e aggiornate.

Per non parlare della sfilza di film in lingua originale che mi sto pappando di tutto gusto.

 

Considerate che tutto ciò ricopre solo una sfera delle mie attività extra lavorative.
Conclusione: non mi bastano 24 ore!

E la sera mi ritrovo con il cervello in fusione termonucleare, distrutta ma felice.

 

Sto facendo tutto questo per me, perchè mi fa stare bene.
Non devo dimostrare niente a nessuno. L’unica persona con cui forse sono in competizione in questo periodo è me stessa.
Ho sete di sapere. Voglio spingermi oltre.
Mi riempio di qualcosa che disancora i miei limiti. Ho la sensazione che il mio cervello respiri di più.
Solo ieri sera mi è tornato un lieve mal di testa perchè avevo dormito poco ma per il resto i miei neuroni stanno rispondendo bene.
Mamma mia come sto diventando tecnica buahahahahah!!

 

Riconosco però che sono due le Ragioni principali che stanno determinando questo cambiamento e offrendo allo stesso tempo la spinta giusta per concretizzare un progetto che mi da gioia.

La prima è che le notizie e gli approfondimenti di attualità che riguardano il nostro Paese e il Suo Governo non sono confortanti, soprattutto per una vita da precaria come la sottoscritta. Spesso mi fanno sentire frustrata, fallita, inutile, spezzata, incompresa, aliena. La voglia di andare via è tantissima ma ricominciare da capo (e per l’ennesima volta) alla mia età è la cosa più difficile. Sto raccogliendo determinazione, forze e denari; chi vivrà vedrà.

 

Venerdì scorso avevo il morale sei piedi sotto terra, poi la Clessidra mi ha preso e portato via per il week-end. Siamo stati in montagna, sulla neve.
La luce era così abbagliante che non bastavano gli occhiali da sole.
Il paesaggio è stupendo da lassù, ti aiuta a ridimensionare le cose. C’è una pace silenziosa, un’aria così tersa che i polmoni ringraziano commossi. Mi sono persino venute fuori le guance rosse da Heidi!
E poi… l’avete mai fatta una passeggiata notturna sulle piste? Magica! Peccato che il cielo fosse coperto, altrimenti avremmo visto tutta la Via Lattea.

 

Ma tornando a noi…
La seconda Ragione è che sto scrivendo.
Ve ne avevo accennato qui e ve ne parlerò meglio nei prossimi post.

Ci sono giorni in cui non vedo l’ora di uscire da lavoro per tornare a casa a scrivere… che è un altro lavoro ovviamente. Ma quello che da sempre amo più di qualsiasi altro, nonostante non mi porti “il pane in tavola” (recriminazioni paterne).

 

Sto studiando, come non avevo mai fatto prima d’ora, perchè ci voglio entrare dentro e cosa più importante di tutte ci voglio portare anche voi: vedere, sentire, provare, ogni parola, odore, sapore…

Mi è nato in testa e sta occupando gran parte delle mie giornate, con sogni ad occhi aperti, ricerche, incubi, pause di meditazione e pagine di quaderno piene di schizzi e frasi, scritte fitto fitto.

 

L’idea che posso portarvi con me, in un viaggio che altrimenti non fareste con nessun altro, mi elettrizza.

Questa storia è mia, MIA. La sento fin dentro il midollo osseo e ci credo tanto.

Ripeto, non so cosa ne sarà una volta terminata ma alla fin fine scrivo per raccontare, ed emozionarmi raccontando. Palese che pensi ad un pubblico immaginario di lettori.

 

Sì, ovunque voi siate… farò in modo che un giorno questa storia non sarà più sola mia ma trascinerà con forza anche le vostre esistenze. Vi spingerà così lontanto da farvi dimenticare chi siete e da dove venite, vi accecherà con una Verità stupenda e inquietante, vi farà innamorare, vincere, perdere e vincere ancora. Vi sentirete così forti, carichi e veloci da riconoscerla come vostra unica e sola Realtà. Ma a quel punto sarà troppo tardi… perchè io vi avrò già ucciso.


To be continued

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Devo assolutamente fotografare questo momento.
E’ troppo
BELLO


Devo fermarlo un istante, immortalarlo con uno scatto nel mio cervello
Per sempre
E’ PERFETTO.

Unico.


Sono seduta a gambe incrociate sul letto, il portatile in grembo.
Cuffiette e iTunes random, viaggia fra la mia collezione di musica.
Illuminata da un piccolo neon, questa fetta di stanza è solo mia.
Lascio il resto nell’ombra delle 7:30 di sera.
Sono concentrata.
Esiste solo questo nucleo magico e io ci sono dentro.


Sullo schermo del computer scorrono foto
meravigliose
dello Spazio.

Immagini e video, catturati da satelliti, telescopi, grazie ad infrarossi, raggi x o lenti speciali.

Distanze incalcolabili, si parla di milioni di anni.
Leggo di Stelle, come il nosto Sole, di Pianeti, di Galassie…
E’ affascinante, Immenso. Uno Spettacolo Grandioso!


Poi arriva lui, Ludovico Einaudi e le note di Bye Bye mon amour, dall’album Nightbook.
Proprio mentre sto osservando scatti della nostra Via Lattea

Piango

come se fosse troppo per essere vero


E penso a quanto siamo piccoli, insignificanti, stupidi, di fronte a questa stupefacente Grandiosità

Poi ci rifletto e mi dico: ma che cavolo…? Non è vero!
Siamo qui, siamo questo, siamo noi ma comprendiamo tutto.
Siamo esattamente tutto ciò che vediamo e in tutto ciò che vediamo!
Siamo nati da questa materia
La stessa
Noi
TUTTI
siamo Stardust.


Pensateci…
Noi siamo anche più della nostra stessa Vita.
Siamo oltre.
Siamo TUTTO.

Non è Meraviglioso?


Mi asciugo il viso, alzo lo sguardo verso la finestra: una sorta di nimbo spumoso e aranciato ha bagnato tutto.
E’ scesa una nebbia così fitta che sembra la casa galleggi sulle nuvole… che io stia viaggiando per davvero, nello Spazio. I lampioni accesi diventano costellazioni lontane, da esplorare.


Sono sciocchina?
Non credo. 🙂
E’ così bello fantasticare…
Certi giorni, la Realtà può diventare più vicina al Sogno di quanto non si creda.


P.S.
Sto scrivendo.
Stavolta non so dove mi porterà questo viaggio ma quello che ho visto fin’ora, è fantastico 😀

 


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Diario di Bordo del 7 Febbraio 2011: Terapia del Dolore pt.2

Currently listening to…

 

 

So che è un pasto pesante da digerire ma possiamo procedere per tappe.
Nessuno ci corre dietro, perciò non sarà difficile arrivare alla fine di questo viaggio.

Dicevamo…

 

Da quello che ho potuto osservare, oggi le tendenze sono due: quella di isolare il Dolore o spettacolarizzarlo. No vie di mezzo.
Di quelle famiglie, ragazzi, enti, iniziative, associazioni, professionisti, che riescono a curare, gestire, smembrare, riciclare il Dolore, se ne parla poco o sono vittime della più totale indifferenza.

Il Dolore “isolato” è quello ospedalizzato, protetto magari, curato ok ma da un certo punto di vista  posto a margine della società, come se intralciasse, rallentasse il treno, quella che si può chiamare “vita sociale”.

 

Il Dolore malato ha precisi orari di visite, durante i quali sono presenti solo alcuni familiari e dove difficilmente vengono portati i bambini…

E perchè mai? Mi chiedo.
Assassini, plastici, attentati, culi al vento, soft-porno, carri armati e mostri siliconati sì, solo perchè sono chiusi dentro un quadrato lucente. Ma la Malattia Vera, quella con odori, rumori e colori reali, no.

Una volta esisteva la Coerenza, oggi deficitiamo anche di quella.

 

Quando mio padre era bambino la famiglia si riuniva intorno al Dolore.
Si faceva forza, assisteva, lottava, curava e affrontava il Dolore giorno dopo giorno.
Poteva vincerlo o soccombere impotente, mentre il Dolore si portava via la Vita.

I bambini osservavano e imparavano da quel Dolore, che insegnava loro ad apprezzare la Vita, dalle cose più semplici a quelle più vezzose e divertenti.
Il Dolore veniva frantumato, stracciato, azzannato e digerito a piccoli pezzi.
La Famiglia non era mai lasciata sola di fonte al Dolore.
C’era una comunità di amici, parenti, vicini, che facevano il possibile.
Il Dolore univa, non separava le persone.

E in un’epoca i cui le Istituzioni e gli Aiuti Ufficiali erano ancora più scarsi e impreparati di oggi.

 

Nessuno augura ad un bambino di guardare in faccia la Morte o di veder soffrire qualcuno che ama.
Ma se il fanciullo viene accompagnato, abbracciato, se gli viene insegnato e gli si offrono gli strumenti per affrontare e superare quel Dolore, io lo trovo giusto. Lo trovo Sano, Civile, Educativo.

 

Ricordo il funerale del nonno materno, io e la mia sorellina – avrà avuto 5 anni – fuori dall’obitorio, in attesa che mia madre e i suoi fratelli seguissero il sigillo del cofano.
Aveva la stessa età che avevo io quando se n’è andata nonna.
Ha avuto la mia stessa reazione e posto la stessa identica domanda: – Perchè la mamma piange? – mentre grossi lacrimoni cadevano in picchiata sulle guanciotte.

A suo tempo, non avevo ricevuto risposta ma avevo una vaga idea di cosa avrei voluto sentirmi dire.
Mio zio, l’adulto della situazione, aveva guardato me e mia sorella con viso triste, tirato e muto.
– La mamma piange perchè noi abbiamo perso un nonno ma lei ha perso il suo papà. – le ho detto.
Dopo qualche singhiozzo: – Ma io non voglio che pianga! –
– Lo so, nemmeno io. Ma anche tu stai piangendoNon sei triste per il nonno?
– Sì –
Allora è giusto che anche la mamma sia triste. Quando esce valle a dare un abbraccio forte forte.

 

Ai funerali del nonno non ho pianto.
Forse perchè mi rendevo conto che la malattia si era presa tutto quello che di lui era rimasto e dopo aver lottato fino all’ultimo giorno, era giusto che avesse il suo riposo.
Avevo avuto tempo di conoscerlo – anche se ne sarebbe servito di più -, apprezzarlo, imparare da lui, sentirlo raccontare la Vita e la Guerra, capire i suoi errori di padre, fare la nipote insomma, senza lasciare alcun conto in sospeso con lui. Sempre diretta, sempre sincera, anche nei capricci o negli abbracci e i “ti voglio bene”.

Ho pianto dopo, sì, quando ho cominciato a sentire il vuoto. La mancanza.
Il Dolore della perdita che viene assorbito, la ferita che si ricuce ma che magari torna a dare fastidio con i cambi di stagione.

 

Se noi interrompiamo questo processo di apprendimento, come i versi e gli squittii per quello della parola o andare gattoni per i primi passi, ci sarà sempre un pezzo mancante nel puzzle e prima o poi dovrà essere ricostruito, si spera non “artificialmente”.

 

Ho raccontato di un Dolore forte e inequivocabile ma posso fare anche l’esempio di una disabilità permanente, come quella che costringe su una sedia a rotelle.

Bisogna educare al Dolore, è necessario.
E’ sbagliato isolare le esperienze dolorose solo perchè appartengono ad “altri”, solo quando non siamo noi i protagonisti.

 

Capire ed affrontare il Dolore di questi “altri” ci aiuta a gestire anche i nostri, dare il giusto valore alle cose, mettere tutto in prospettiva e trovare passo passo le soluzioni al problema.

Non possiamo permettere che un’insicurezza, una paura, una fragilità si trasformi in un Dolore così grande da paralizzare e addirittura uccidere.
Non possiamo permetterci di perdere altri ragazzi, solo perchè manca un’educazione, una Terapia del Dolore.

 

To be continued

 

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Diario di Bordo del 25 Gennaio 2011: Incompresa

 

photo by: silverquill.deviantart.com

 

Spesso è un bene fare lo sforzo di uscire da sè e mettere le cose nella giusta prospettiva.
Soprattutto se fa male e sai che vedrai le stelle per giorni.


Ordine, chiarezza, resettare le priorità, riscrivere le mappe, perchè le mete possono essere tante e ognuno di noi sceglie una strada diversa per raggiungerle.
Senza contare che possono anche cambiare.


Nel mio caso sono io che decido la rotta e se mi rendo conto che la direzione non è più quella che desideravo intraprendere sono sempre in tempo a girare.

 

Chi vi dice che non potete farlo o che è troppo tardi si sbaglia. E di grosso anche.


Io sono il Wayward, l’Explorer, il Navigator…


Certo che possiamo cambiare idea!
Certo che possiamo accorgerci di sbagliare!
Certo che possiamo imparare da esperienze e persone che facciamo e incontriamo nel corso del Viaggio!
Non dobbiamo
Non devo
rendere conto di questo, a meno che non sia una questione sentimentale, un progetto di lavoro, una faccenda politica, insomma che coinvolga altre persone nella decisione.
Anzi, ci tengo e sono tenuta a spiegarne i motivi, prima a me stessa e poi ad altri.

La penso così.

 

Non so se fra voi ci sia qualcuno che si riconoscerà in quello che sto per scrivere
mi piacerebbe tanto saperlo
ma io non mi sono mai sentita completamente parte di qualcosa.
Che fosse un fun club, un pensiero politico, una filosofia di vita, un credo religioso, una tribù giovanile, ecc.

Non ho mai trovato il Posto Giusto Per Me e nella ricerca spasmodica di un gruppo identitario al quale appartenere, ne ho attraversati tanti.


Fare l’Esploratrice non è divertente come sembra.

Non ti fermi mai in un luogo troppo a lungo, incontri e perdi affetti che non riesci a portare via con te, perchè le persone amano i loro confini rassicuranti.

 

Se li eludi o sfuggi a quella ristretta cerchia
e non ammetteranno mai che è così ristretta
più mentale che fisica
non si sprecheranno a chiederti, figuriamoci capirti!

Sei fuori, con una facilità e velocità sorprendenti, quando invece per entrare hai dovuto donare il sangue e scendere a piccoli passi nei Gironi dell’Inferno.


Fare il Navigator significa essere liberi, imparare molto, scoprire mille cose, a volte anche prima degli altri
passare attraverso errori che poi saranno compiuti anche da altri
E non c’entra niente il fattore Età.

Vivere quindi eternamente incompresi, in solitaria, spesso inascoltati.

Perchè?

Semplice, il tuo pensiero non è conforme a nessuna Etichetta, nessuno Schema preciso, nessuna Casella.
Prima di essere preso in considerazione, perciò, devi passare al vaglio e all’approvazione di almeno un membro del Gruppo o dei Gruppi ai quali ti rivolgi.

 

Nella Società in cui viviamo te sei Nessuno fino a quando arriva Qualcuno che ti Presenta.
Ti Battezza e ti da un Nome, una Definizione.
In caso contrario puoi fare anche la muffa.


L’Explorer cerca di intervenire perchè si accorge che può dare una mano e in alcuni casi ci riesce ma poi la gente dimentica.
Frustrante, terribile ma vero.

Ho parole come marchi impressi a fuoco sulla pelle
Ricordi penetrati e incisi nelle arterie

 

Non sono un’intellettuale, non sono una critica, non sono una scrittrice, non sono nemmeno laureata, perchè i miei non ce la facevano a pagarmi gli studi e nemmeno io ce l’ho mai fatta
volevo fare Sociologia
Ma affidandomi alle parole del mio ex Direttore Responsabile per cui stima e affetto resteranno sempre immensi
mi ha insegnato tanto
alla fine quel che serve è faccia tosta, diplomazia, tenacia e sbattimento.


Perciò sono qui e basta.
Sono ciò che sono con tutti i miei pro e contro.
Inutile farmi brutto, sparate sull’ambulanza

Seriamente, ce l’ho messa tutta per conformarmi ma…
I’ll never Fit In
e ne pagherò le conseguenze a vita.

 

P.S.
Da un pò ormai, fra chi mi segue
o dovrei dire spia
c’è anche qualcuno che nonostante stia messo meglio di me, si diverte a criticarmi in altra sede.

E’ la storia della mia Vita ormai.
non c’è limite allo show
Così volevo farle un salutino…

 

Cara, tu mi Lusinghi 😉

 


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Giornale di Bordo del 17 Gennaio 2011: Bruciano Libri

phtoto by: noveltywhite.deviantart.com

 

Il Navigator si è rimesso in viaggio da appena un giorno e cose orribili stanno già cominciando ad accadere…!


Da tribordo uno dei mozzi, intenti a lucidare la balaustra, alza lo sguardo sulle coste in lontananza e in preda al panico grida:
– Fuuuuumooooo! –
Gli fanno eco i suoi compagni e la notizia fa subito il giro della nave, per giungere alle orecchie del Comandante.

 

Dal Ponte di Comando il Wayward e il timoniere si scambiano un’occhiata d’intesa.
Il Navigator possiede uno dei monocoli d’oro più potenti al mondo, vinto a scacchi alla Zilla, la strega allevatrice di ciclopi.


Rivolto nella direzione appena indicata, mostra al Comandante una delle scene più nauseanti che mente umana possa immaginare.

– Corpo di Mille Balene! –

– Che succede Signore? – il Wayward sa che il suo Comandante non è uomo da stupirsi tanto facilmente.

– Bruciano libri amico mio! –

– E’ terribile Signore! –

Peggio. E’ un Crimine contro l’Umanità!

 

Dovete sapere che il nostro Comandante è anche un medico, un filosofo, un teoretico, un’esperto riguardo gli effetti nefasti della depressione schizzofrenica. Uno di quelli capaci di scegliere personalmente ciascun membro del suo equipaggio e di tener con essi animati dibattiti, sui temi più disparati: dalla storia alla scienza, dalla politica alla religione.

 

Ma il Comandante del Navigator è soprattutto un uomo, dai capelli brizzolati, i baffi a punta e gli occhi di un blu oltremare, che conosce molto bene i suoi simili e sa quanto possano essere pericolosi, per questo spesso preferisce fronteggiare l’Onore, la Dignità e la spietata Onestà di streghe, creature leggendarie e fantastiche.

 

– Ma Signore, perchè proprio i Libri? –

– Mio buon Amico, perchè Leggere è Potere. –

– Cosa intende con Potere, Signore? –

– In Terre Democratiche i libri sono patrimonio culturale, identitario, garanzia di libertà d’espressione e condivisione. Ecco che Conoscenza è Potere. Ma l’atto di bruciarli, soprattutto se premeditato, è sintomo di una grave malattia… ereditaria a volte. – scuotendo il capo sconsolato – Una crisi profondissima. –

 

Il Capo Ciurma facendosi avanti boffonchiando: – Comandante, temo che questa nave sia talmente democratica che un giorno o l’altro si ammutinerà! –


– E’ mia premura ricordarvi... – inchiodandolo con uno sguardo che farebbe intimidire un ectoplasma – che non obbligo nessuno a veleggiare con  me. Ciascun membro dell’equipaggio è importante ma non è indispensabile. Chi non è daccordo con la conduzione di questa nave può abbandonarla all’istante! I miei viaggi sono spesso lunghi e difficili; quanti pericoli abbiamo incontrato fino ad ora?! Ma sono confortato dall’esperienza della mia ciurma. E anche i miei uomini, lo sento, dalla mia. Ciò non sarebbe possibile se mi  togliessi il piacere di discorrrere e confrontarmi con loro. Capo Ciurma, lei lo sa che alcuni mozzi tengono un diario e che qualcuno di loro è anche un fine letterato? Cosa ne sarebbe mai del mio veliero senza di loro? –

 

Segni di mal celato imbarazzo sul viso brunito dal sole.

Non impedirei mai ai miei uomini di formarsi un’opinione sulla vita, la morte e l’essenza stessa dell’umanità ma anche sui pericoli, le storie e i tesori che popolano il nostro oceano, anche se dovessero essere diverse dalle mie. Il Navigator non è un veliero qualunque e mi stupisce Capo Ciurma che lei non abbia ancora compreso! Come vede però sono sempre qui, a spiegarle le mie ragioni, invece di darla in pasto ai pescecani – e gli sorrise bonario.

 

Il Wayward: – Signore, forse ho capito! Lei intende dire che il Navigator è come una Terra di Mezzo. Un Paese con una sua Storia, un’Identità, delle Regole, Diritti e Doveri. L’equipaggio è il Popolo di questo Paese. –

Il Comandante annuendo: – Esatto. E bruciando quei libri, mio caro Wayward, gli abitanti di quelle Terre stanno firmando la loro condanna a morte. –

 

Addirittura, Signore?

– La morte della propria Identità Democratica amico mio. –

– Oh mia buona stella, affonderanno! – terrorizzato da questa nuova consapevolezza.

 

Il Capo Ciurma, incerto se osare ma pur sempre l’uomo coraggioso del suo Comandante:
– Ma Signore… se fra quei libri ci fosse l’opera di un Nemico dello Stato?

Accusa forte, Capo Ciurma, da verificare, analizzare… ma non bruciare! Prima di tutto mi chiederei perchè è “Nemico”. Forse non la pensa come me e allora lo brucio? Non voglio che altri scoprano cosa pensa, ho paura che possano esserne influenzati. Non devono farlo, perciò lo brucio? Temo che poi tutti cominceranno a pensarla così ed io rimarrò solo con le mie convinzioni e non potrò più fare ciò che mi piace e pare, perchè non verrà più considerata una cosa normale… allora bruciamo, bruciamo! –

 

– Comandante, non le sembra di esagerare?

– Forse, Capo Ciurma ma lei come definirebbe quel falò se non un’Esagerazione? –

 

To Be Continued…

 

 

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